La crisi economica
che da anni colpisce l’eurozona e in particolar modo l’Italia non
consente ancora alle famiglie italiane di richiedere finanziamenti e
mutui a cuor leggero nonostante il sensibile calo dei prezzi degli immobili.
Secondo gli esperti i primi segnali di una ripresa della domanda si
sono già fatti sentire nell’ultimo mese del 2012 ed entro la fine
del 2013, grazie anche ai primi effetti del lento calo dello spread,
dovrebbe tornare al segno +. L’Italia si mostra ancora distante dai
tassi d’interesse mediamente applicati dai paesi Unione Europea,
3,5% per gli Euribor ovvero quelli variabili e 4% per quelli a tasso
fisso, gli Irs. Nel caso di questi ultimi, il nostro paese sembra non
riuscire ancora a scendere sotto il 4,60% circa. Gli italiani,
allora, quando riescono a superare i criteri di selezione degli
istituti di credito per accedere ai loro prestiti, scelgono
generalmente di spalmare il piano d’ammortamento su 25/30 anni,
tendenzialmente però, la maggior parte di loro non si fida ancora
dei mercati e delle banche e preferisce aspettare momenti migliori e
più favorevoli. Ci sono novità invece per quanto riguarda i
dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato e una fetta di
pensionati. Per queste categorie si presenta la possibilità di
chiedere un finanziamento esclusivamente per l’acquisto della prima
casa e che non superi i 300 mila euro all’Inps. Le condizioni
agevolate di questi prestiti, che hanno scadenze che vanno dai dieci
ai trent’anni, propongono agli acquirenti interessati un tasso
fisso del 3,75% o uno variabile dell’1,23%. Tuttavia, queste
sparute iniziative e generosi incentivi, seppur lodevoli, sembrano
non essere in grado di smuovere di molto le acque stagnanti di una
profonda crisi che ci annichilisce da anni. Tutti gli esperti del
settore sono concordi nel dire che potremo assistere a un’efficace
inversione di tendenza solamente quando tutti gli istituti bancari
italiani metteranno i propri attuali o futuri clienti nelle
condizioni di accedere al credito in maniera più semplice, a
condizioni veramente favorevoli e di richiedere agli stessi, per
l’accesso al mercato del denaro, in modo più elastico le dovute
garanzie.
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